Pellecchia Studio Dentistico Roma Eur

CARIE DEL BAMBINO E DELLA MADRE : ASSOCIAZIONE

Carie del bambino

Carie nel bambino e nella madre. Diversi studi hanno analizzato l’associazione di questa patologia tra i familiari. La carie della prima dentizione è un evento documentato dalla letteratura . Al termine dell’allattamento , intorno al sesto mese, inizia l’eruzione dei denti decidui. La fuoriuscita dei denti decidui ha una tempistica variabile. Solitamente entro il decimo mese gli incisivi inferiori e superiori sono erotti. Intorno al dodicesimo mese iniziano ad erompere i primi molari decidui. Al termine del ventiquattresimo mese la eruzione  della dentatura decidua è terminata.  La carie può comparire già nel primo anno di vita ,al termine dell’allattamento. Il principale fattore che favorisce questa patologia è una alimentazione ricca di zuccheri. I batteri della bocca trasformano il glucosio ( zucchero ) presente nei residui alimentari in lattato. L’acidità del lattato provoca l’erosione dello smalto dei denti decidui. Da questa erosione dello smalto ha origine la lesione cariosa.

Streptococco Mutans

Il principale batterio responsabile di questo processo patologico è lo Streptococco Mutans .Uno studio del 2017 ha esaminato una delle cause di carie  del bambino nella prima infanzia. Sessantanove bambini di circa un anno sono stati esaminati. Campioni batterici sono stati prelevati dalla placca, dalla saliva e dalla superficie dei denti. Anche le madri sono state sottoposte ad una valutazione clinica e microbiologica. Si è esaminata poi la  trasmissione batterica verticale madre/bambino . In quaranta dei sessantanove bambini è stata evidenziata questa trasmissione. Streptococchi mutans con caratteristiche genetiche simili sono stati trovati sia nella madre che nel bambino. Nei bambini soggetti alla  trasmissione batterica verticale vi era una elevata incidenza di carie. Questi risultati evidenziano l’importanza dello stato di salute della cavità orale della madre. Il controllo della carie nella madre previene la trasmissione dei batteri responsabili al figlio.

 

 

Childers NK, Momeni SS, Whiddon J.

Association between early childhood caries and colonization with Streptococcus Mutans genotypes from mothers.

Pediatric Dentistry , 2017

PARODONTITE E INSUFFICIENZA RENALE CRONICA: CORRELAZIONI

Parodontite

La parodontite consiste nella distruzione del tessuto di supporto dell’elemento dentale. Il tessuto che supporta il dente viene chiamato parodonto. Esso è costituito dalla gengiva, dal legamento parodontale e dall’osso alveolare. La parodontite si verifica a causa di una infezione batterica. Altro requisito necessario per la comparsa della malattia è la suscettibilità del soggetto a questa tipologia di processo patologico. I batteri contenuti nella placca possono creare una infezione del parodonto. L’infiammazione conseguente all’infezione altera qualitativamente e quantitativamente i tessuti di supporto del dente. L’insufficienza renale cronica è una malattia caratterizzata da una ridotta funzione di filtrazione dei reni. Il rene è incapace di eliminare i cataboliti dal sangue. Esso è inoltre incapace di trattenere in maniera appropriata gli elettroliti introdotti con l’ alimentazione. Le principali cause di insufficienza renale sono il diabete mellito, le glomerulonefriti , l’ipertensione.

Insufficienza renale cronica

La recente letteratura ha evidenziato una correlazione tra la parodontite e l’insufficienza renale cronica. Lo studio di Iwasaki ha esaminato 317 soggetti che nel 2003 hanno compiuto settantacinque anni. I partecipanti allo studio sono stati suddivisi in gruppi. Il criterio di suddivisione è stato il livello di infiammazione del parodonto. Nei due anni successivi il 14,2% dei soggetti sviluppò una insufficienza renale. I quarantacinque anziani che si  ammalarono di insufficienza renale presentavano i livelli più elevati di infiammazione parodontale. Questo studio dimostra che lo sviluppo dell’ insufficienza renale è associata ad una elevata prevalenza di soggetti affetti dalle varie forme di parodontite . La parodontite è quindi un fattore di rischio per la comparsa dell’insufficienza renale . La cura delle parodontiti è di conseguenza particolarmente importante nei soggetti a rischio di insufficienza renale. Questi soggetti sono coloro che soffrono di diabete mellito ,di ipertensione, di glomerulonefriti.

Periodontal disease and decreased kidney function in Japanese elderly.

Iwasaki M , Taylor GW , Nesse W , vissink A

Am J Kidney dis 2012

 

FILO INTERDENTALE FATTORE DI RISCHIO DELLA PERI-IMPLANTITE

Peri-implantite

Filo interdentale fattore di rischio della peri-implantite.La mucosite è un processo infiammatorio reversibile dei tessuti molli che circondano l’impianto. La peri-implantite e’ invece un processo infiammatorio associato alla perdita dell’osso di supporto dell’impianto dentale. La mucosite precede solitamente lo sviluppo della peri- implantite. La mucosite ha carattere reversibile. Rimuovendo il fattore che causa l’infiammazione dei tessuti che circondano l’impianto recuperano una condizione di salute. La peri-implantite consiste in un riassorbimento osseo irreversibile e a carattere progressivo . La perdita ossea conseguente il processo patologico può quindi essere corretta solo utilizzando le procedure chirurgiche rigenerative maggiormente indicate nella specifica situazione clinica. Entrambi i processi hanno come causa primaria una infezione di natura batterica. L’accumulo della placca in corrispondenza degli impianti causa la colonizzazione della superficie implantare da parte di varie specie batteriche. Alcune delle specie batteriche sono responsabili della mucosite e della peri-implantite . Oltre alla mancata rimozione della placca batterica, esistono tuttavia altri fattori favorenti lo sviluppo di queste patologie.

Filo interdentale

Uno studio pubblicato recentemente ha dimostrato che in presenza di impianti la cui superficie rugosa è esposta all’ambiente orale, il filo interdentale ,anche se utilizzato in maniera appropriata,  si può bloccare intorno alla superficie dell’ impianto dentale. L’intrappolamento del filo interdentale intorno alla superficie implantare favorisce l’accumulo e l’impossibilità di rimozione della placca batterica. Si possono quindi sviluppare  una mucosite o  una peri-implantite. Conseguentemente il filo interdentale non dovrebbe essere utilizzato in presenza di un impianto la cui superficie risulta essere esposta all’ambiente orale e  la cui corona non sia singola ma solidarizzata con quelle di una struttura protesica a ponte . In presenza delle suddette situazioni cliniche l’igiene interprossimale deve essere eseguita mediante l’utilizzo dello scovolino.

Dental floss as a possible risk for the development of peri-implant disease:
an observation study of 10 cases.
Van Velzen F, Lang NP, Schulten E, Bruggenkate CM
Clin Oral Impl Res 2016

 

IMPIANTI DENTALI CARICATI PRECOCEMENTE O SECONDO UN PROTOCOLLO TRADIZIONALE

Impianti

Gli impianti dentali inseriti nella cavità orale possono essere lasciati guarire con tempistica differente.Dopo un periodo di guarigione variabile gli impianti dentali vengono sottoposti al carico funzionale.Il carico funzionale corrisponde alla funzione degli impianti dentali durante la masticazione. Il carico funzionale si ottiene cementando o avvitando una corona agli impianti dentali. La corona avvitata o cementata agli impianti dentali può essere provvisoria o definitiva. A seconda del tempo di guarigione si può sottoporre l’impianto dentale ad un diverso tipo di carico funzionale. La guarigione per un periodo variabile di due/quattro mesi è detta carico ritardato . In alternativa sull’impianto può essere applicata una corona immediatamente dopo la chirurgia. Questo tipo di carico è detto immediato. Il carico funzionale applicato sei settimane dopo la procedura di inserimento è chiamato precoce. Lo studio di Esposito valuta la percentuale di successo dei tre differenti protocolli di carico funzionale.

Carico immediato

É dimostrato che la percentuale di successo dell’impianto singolo è la stessa nelle diverse tipologie di carico. Un requisito essenziale per il successo del carico precoce o immediato è la stabilità primaria dell’impianto dentale. Maggiore è la stabilità primaria, maggiore sarà la resistenza alle forze masticatorie .Maggiore è la resistenza alla masticazione, minore il micromovimento dell’impianto. Un eccessivo micromovimento durante la guarigione può compromettere la osteointegrazione. E’ possibile misurare la stabilità primaria degli impianti dentali.Ciò andrebbe fatto prima di scegliere il protocollo di carico implantare. L’impianto dentale ha una elevata stabilita’ primaria nell’osso  quando viene inserito con un certo torque. Il torque deve essere superiore ai 40 Newton per centimetro. In presenza di un torque inferiore a questo valore il carico tradizionale risulta la migliore opzione.

Esposito M, Siormpas K. Immediate, early (6 weeks) and delayed loading (3 months) of single implants: 4-months post-loading from a multicenter pragmatic randomised controlled trial. Eur J Oral Implantol Sept 2016

PROTESI IMPLANTARE CEMENTATA E PROTESI IMPLANTARE AVVITATA : SOPRAVVIVENZA E COMPLICANZE

Protesi implantare cementata

La protesi implantare rappresenta la finalizzazione del trattamento riabilitativo dell’edentulismo parziale o totale. La protesi implantare può essere avvitata direttamente all’impianto o cementata ad un piastro implantare. Il pilastro implantare viene solidarizzato all’impianto mediante avvitamento. La protesi  cementata presenta delle caratteristiche diverse rispetto a quella avvitata. La protesi implantare cementata non presenta il foro di uscita della vite sulla superficie occlusale. Offre pertanto il vantaggio di avere un tavolato occlusale integro e uniformemente costituito da ceramica o da resina. Il pilastro della protesi implantare cementata offre inoltre il vantaggio di poter correggere l’angolazione non ideale dell’impianto inserito.

Protesi implantare avvitata

Il principale vantaggio della protesi implantare avvitata è legato alla gestione dello svitamento del pilastro. Il pilastro implantare viene avvitato all’impianto. Sul pilastro implantare viene cementata la corona definitiva. In caso di svitamento del pilastro implantare  la rimozione della corona cementata potrebbe essere difficoltoso. Nel caso della protesi  avvitata il pilastro implantare viene fuso nelle sovrastruttura metallica della corona definitiva. Nel caso di svitamento della corona il foro di accesso alla vite è utilizzabile per porre facile rimedio a questa complicanza. La protesi avvitata è indicata nel caso di presenza del foro di avvitamento al centro della corona protesica. Solo in caso di posizionamento implantare  ideale si avrà il foro di avvitamento in posizione centrale.

Sopravvivenza e cpmplicanze

É stata recentemente pubblicata una revisione degli studi presenti in letteratura che hanno come oggetto la comparazione di questi due tipi di protesi implantare.
Le corone implantari cementate risultano avere una sopravvivenza superiore a quelle avvitate e un minor numero di complicanze protesiche nel lungo periodo. Le differenze tra i due tipi di riabilitazione protesica riportate in questa revisione della letteratura non hanno tuttavia raggiunto una significatività statistica.

Lemos CA, de Souza Batista VE.

Evaluation of cement-retained versus screw-retained implant-supported restorations for marginal bone loss: a systemic review and meta-analysis.

J Prosthet Dent Apr 2016

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